Frontera Norte

Reportage del fotografo cileno Johan Berna. Ambientato al confine nord del Cile, dove migrazione irregolare, narcotraffico e militarizzazione si intrecciano. Racconta storie di sopravvivenza nel deserto e le nuove strategie di controllo imposte dallo Stato.

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Frontera norte

Nel 2011 il Cile lanciò il Plan Frontera Norte per contrastare narcotraffico e contrabbando nelle regioni di Arica, Tarapacá e Antofagasta. Con la crisi venezuelana dal 2015, i più di 160 valichi non autorizzati divennero corridoi migratori. Nel 2018 il piano fu trasformato in Fronteras Seguras, con l’impiego delle Forze Armate a supporto dei Carabineros nel controllo di migranti, droga e criminalità organizzata. Con la pandemia del 2020 le frontiere furono chiuse, saturando Colchane con migliaia di persone costrette a camminare 230 km nel deserto fino a Iquique, tra caldo estremo, gelo e morti. Tra marzo 2020 e giugno 2021 furono registrati 39.310 ingressi irregolari, ma le cifre reali sono molto più alte. Oggi la migrazione irregolare viene trattata con la stessa logica della lotta al narcotraffico: un decreto ha dichiarato le frontiere del nord “infrastrutture critiche”, ampliando i poteri militari. Il risultato è una frontiera militarizzata, dove disperazione migrante e affari criminali si intrecciano.

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