Il buco nero del dibattito pubblico
In Argentina si parla di tutto —inflazione, dolarizzazione, libertà individuale, “casta” politica— tranne che di narcotraffico. Eppure, mentre il governo di Javier Milei promette di rifondare il Paese “a colpi di mercato”, un’altra forza cresce sotto traccia: quella del crimine organizzato che entra nei palazzi del potere. In un contesto di privatizzazioni, deregolamentazione e tagli allo Stato, i capitali illeciti trovano spazio, linguaggio e alleati. Quello che per anni è sembrato un problema “degli altri” —del Messico, della Colombia o dell’Ecuador— si radica ora nel cuore del Río de la Plata. E quasi nessuno lo racconta: né i giornali mainstream, che preferiscono distrarsi con le uscite virali del presidente, né la stampa internazionale, più interessata al folclore libertario che al nuovo asse tra economia e criminalità.
Lo scandalo che coinvolge il deputato José Luis Espert, figura di punta del liberalismo argentino, è solo la punta dell’iceberg. Espert avrebbe ricevuto fondi e voli privati da Fred Machado, imprenditore legato al Cartello di Sinaloa, oggi comodamente agli arresti domiciliari in Patagonia. Non un episodio isolato, ma il sintomo di una narco-casta che mischia ideologia di mercato, potere politico e riciclaggio su larga scala. Gli stessi che predicano ordine e austerità viaggiano sui jet del narcotraffico. Nel Paese della “mano dura” per i poveri, la libertà resta appannaggio del denaro — qualunque ne sia l’origine.
Intanto, la retorica globale sulla “lotta alla droga” continua a funzionare come paravento geopolitico. Gli Stati Uniti denunciano governi “narcosocialisti” come il Venezuela, ma chiudono gli occhi di fronte a regimi amici implicati nella cocaina —da Honduras a Colombia, fino a Perù ed Ecuador. L’Argentina rischia ora di entrare in quella mappa, come nuovo nodo del traffico atlantico verso l’Europa. E mentre Milei demolisce lo Stato in nome della libertà, il potere criminale lo occupa in silenzio. La narco-politica non è una deviazione del capitalismo, ma il suo volto più onesto: quello che non ha più bisogno di nascondersi.
