Ci sono libri necessari, che abbiamo la fortuna di leggere nel tempo in cui sono scritti, veri e propri strumenti per comprendere la contemporaneità che viviamo: Quando il mondo dorme è uno di questi libri, perché «la crisi a Gaza è il sintomo di una crisi globale» – scrive Francesca Albanese. In una narrazione che intreccia storie personali ed emozioni con fatti e dati storici, la Relatrice speciale ONU Francesca Albanese ci accompagna nel territorio palestinese occupato. Un luogo dove i diritti umani vengono negati mentre il resto del globo continua a girare come se nulla fosse, a questa indifferenza allude il titolo. L’Albanese ci guida attraverso la sua esperienza e quella di dieci testimoni diretti, figure chiave che l’hanno affiancata nella comprensione della storia e dell’attualità della Palestina.
L’infanzia negata, l’occupazione, il genocidio, l’apartheid, la memoria e la speranza: su questi temi ruotano le vicende dei dieci progonisti che danno il nome ai capitoli in cui è suddiviso Quando il mondo dorme. La prima storia è quella della piccola Hind Rajab – in questi giorni al cinema con il film La voce di Hind Rajab – una bambina di sei anni, nata e morta a Gaza. Hind Rajab è stata uccisa nel quartiere di Tel al-Hawa mentre cercava di fuggire con i suoi familiari in un auto crivellata da oltre trecento proiettili israeliani. Abu Hassan e George sono invece gli uomini che a Francesca Albanese hanno fatto scoprire le contraddizioni, le diverse facce di Gerusalemme e dei suoi margini. Non solo palestinesi ma anche israeliani: l’autrice dà voce a tutti coloro che, a diverso titolo, sono coinvolti nella storia della Palestina e che, seppur nazionalità o religione diverse, si uniscono sotto il comune denominatore dell’umanità e della giustizia. Come nel caso di Alon Confino: lo storico italo-israeliano che con l’Albanese ha parlato di antisemitismo, antisionismo e della fine di Israele. Attraverso la storia del chirurgo Ghassan Abu-Sittah l’autrice ci mostra la prospettiva di chi mette le mani nella crudeltà dell’occupazione israeliana che si ripercuote sui corpi. Invece, Malak Mattar è la pittrice che ha dato l’immagine per la copertina di Quando il mondo dorme e che nelle sue immagini racconta la tragedia ma anche i colori e la bellezza della Palestina.
C’era la necessità di un libro che parlasse a tutti e che mostrasse i tanti aspetti della vita in Palestina e della questione palestinese che non siamo abituati a conoscere, aspetti che restano ignoti per una precisa volontà. Quando il mondo dorme è un libro indispensabile per chi vuole smettere di dormire. C’era bisogno che una Relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese parlasse a tutti di questi diritti negati. C’era bisogno che a parlarci della storia palestinese fosse chi ha vissuto e vive quella storia: non da colonizzatore occidentale, ma da autoctono, esperto, studioso, bambino, uomo.
«È nell’interconnessione delle lotte per l’emancipazione e la libertà – individuale o collettiva – che dobbiamo ritrovare il nostro solidum. Insieme, possiamo affrontare qualsiasi sfida.»
Francesca Albanese, Relatrice speciale ONU.
